Boom di falchi pecchiaioli sulle rotte banine

Il Cittadino       26 ottobre 2018     centro lodigiano   pagina 27

Boom di falchi pecchiaioli sulle rotte banine

È stato il falco pecchiaiolo, una specie protetta di grande rapace insettivoro e migratore, il protagonista assoluto dei campi di avvistamento 2018 sulle colline di San Colombano.. Quei 147 metri sul livello del mare delle piccole alture, oltre a rappresentare un tipico esempio di rilievo naturale isolato nel piatto paesaggio della Pianura padana, sono il “balcone” ideale per l’osservazione degli uccelli migratori. Visto che questi ultimi le prendono come punto di riferimento nelle rotte migratorie, transitando a sud delle stesse e a nord del Po. Dal 18 agosto al 2 settembre scorso ornitologi e birdwatcher, affiancati dai volontari, hanno presidiato i due campi di avvistamento installati per il 14esimo anno dal Grol (Gruppo di ricerche ornitologiche lodigiano), dall’Associazione parco collinare Il Gheppio di Miradolo e da Il Picchio Verde di San Colombano. Il periodo temporale per l’osservazione non è scelto a caso: rappresenta il momento in cui a fine estate tante speciedi migratori, una volta resi autonomi i piccoli, si rimettono in viaggio per svernare in Africa. Volano in direzione ovest, verso la Francia, la Spagna e poi giù, fino a Gibilterra per attraversare il Mediterraneo. La specie più avvistata è stata quindi il falco pecchiaiolo nel numero di ben 4.136 esemplari (una media di quasi 22 individui all’ora). Non sono però mancati gli avvistamenti di altri rapaci: 11 falchi di palude, 2 nibbi bruni e una poiana. A loro si sono affiancati altri uccelli in migrazione: 90 rondoni maggiori, 6 cicogne nere e 2 rondoni comuni.

«È dal 2004 che organizziamo questi campi – racconta Luca Ravizza del Grol . Agli storici Luigi Pagani, Maurizio Macchetta e Andrea Vari, si affiancano i volontari che per seguire le migrazioni sacrificano i sabati, le domeniche o prendono giorni di ferie al lavoro per puntare i binocoli al cielo. Un’attività non facile visto che la sagoma di un uccello si può distinguere al massimo fino a 500 metri di distanza. È stata una stagione buona per i pecchiaioli, meno per altre specie di rapaci e per le cicogne nere, ma siamo comunque soddisfatti e il nostro ringraziamento va a tutti i partecipanti». Marco Pedrazzini