Le lepri a rischio nell’oasi di San Colombano

Il Cittadino                 Centro Lodigiano             23 gennaio 2010         pagina 43

Milano autorizza la cattura di 35 esemplari: 

Le lepri a rischio nell’oasi di San Colombano

Le lepri dell’oasi protetta collinare sono a rischio: a lanciare l’allarme, alla vigilia della nuova cattura autorizzata da parte della Provincia di Milano, sono gli ambientalisti del Picchio Verde, preoccupati dal continuo «saccheggio» dell’area da parte dei cacciatori. Domani, domenica 24, a partire dalle 7 i cacciatori dell’ambito territoriale di San Colombano stenderanno le reti per la cattura autorizzata di 35 esemplari di lepre. Le operazioni di raccolta dovrebbero iniziare a metà mattina e concludersi nel primo pomeriggio. Le 35 lepri catturate saranno portate in altri ambiti di caccia del Milanese, mentre lo stesso numero di esemplari, catturati in altre zone della provincia di Milano, saranno portate sulla collina di San Colombano, ma non più nell’oasi bensì in territori aperti alla caccia. «I cacciatori hanno chiesto alla Provincia di Milano e ottenuto questa operazione lamentandosi del fatto che le lepri liberate in collina se ne ritornano nell’oasi protetta - spiega Maurizio Papetti, presidente del Picchio Verde -. Così la polizia provinciale ha fatto un solo sopralluogo, ha contato 15 esemplari e quindi stima la presenza di circa 70 capi. Per questo motivo è stato dato il permesso di prendere 35 animali. Ma questi numeri sono sbagliati e si basano su un’osservazione improvvisata». Infatti, secondo l’esperienza degli ambientalisti, confortati dagli agricoltori che hanno terreni nell’oasi, il numero di lepri presenti sarebbe sceso molto rispetto a qualche anno fa, e potrebbe essere stimato in meno di 30. «Una stima precisa è difficile da farsi, sarebbe necessario uno studio più attento basato almeno su qualche osservazione - continua Papetti -. In base alla nostra esperienza e alle indicazioni raccolte riteniamo che le lepri nell’oasi non siano più di 30. Dare il permesso di prenderne 35 non è responsabile, ma d’altra parte basta vedere come è arrivato questo permesso dalla Provincia, in barba a ogni minima decenza formale». Gli ambientalisti infatti contestano la modalità con cui i cacciatori avrebbero chiesto la cattura, senza passare dal consiglio dell’Atc, che è disciolto in attesa di nuova nomina ma rimane in carica per il disbrigo delle attività ordinarie, rivolgendosi direttamente alla Provincia di Milano. «Ci sono delle regole, e il rispetto della forma qualche volta è importante - conclude l’ambientalista -. I cacciatori pensano di poter fare il bello e il cattivo tempo sulla collina, decidendo da soli ogni questione rilevante per l’ambiente e per la fauna. E chi dovrebbe far rispettare le regole, la Provincia di Milano, è connivente invece con questa impostazione». Andrea Bagatta

Un menù ricco con il Picchio Verde

Il Cittadino               Centro lodigiano             20 gennaio 2010     pagina 24

Il via a fine marzo con una “passeggiata” alla ricerca di erbe commestibili

Un menù ricco con il Picchio Verde

Concorsi, escursioni e campi di osservazione sulle collina

San Colombano Si ricomincia dalla promozione ai giovani con il concorso artistico sui temi ambientali e dal campo di osservazione dei rapaci in migrazione: il Picchio Verde presenta il suo programma annuale 2010. La stagione si aprirà il prossimo 21 marzo con una passeggiata in collina alla ricerca di «erbe buone da mangiare», e le escursioni collinari sono una costante per tutto l’anno. Il 18 aprile infatti sarà riproposta la stessa iniziativa di ricerca di erbe utili in cucina, mentre il 16 maggio la passeggiata avrà caratteristiche più generali di conoscenza del territorio durante la primavera. Il 12 settembre la passeggiata invece si svolgerà tra i “funtanei”, i corsi d’acqua, gli stagni e le sorgenti collinari, e infine il 17 ottobre, con un andamento tipicamente stagionale, l’escursione sarà alla ricerca di funghi e castagne. Replica alla cerca dei funghi il 14 novembre.Alle passeggiate, poi, fanno da contraltare le escursioni di osservazione naturalistica, il 5 giugno la “Notte dell’assiolo” banino e il 20 giugno la giornata dell’Averla Piccola: nel primo caso l’osservazione viene condotta di notte sulla scia della più famosa e già celebrata anche a San Colombano “Notte della civetta”, nel secondo invece dalle 8 del mattino alle 13 gli esperti ambientalisti guideranno il gruppo di volontari alla scoperta dell’averla piccola, un passero comune detto anche falconcello, specie non cacciabile, ingiustamente perseguitata come piccolo nocivo. In primavera, poi, spiccano gli appuntamenti ormai istituzionali: il 28 marzo si tiene l’assemblea annuale dell’associazione, occasione per fare il punto della situazione e per rilanciare con idee e proposte, mentre il 16 maggio si terrà appunto la settima festa del parco e dell’oasi, incentrata oltre che su passeggiata in collina e presenza di stand associativi, anche sul premio Picchio Verde. Quest’anno il concorso, destinato a gruppi di ragazzi e scuole per la valorizzazione dell’ambiente e la tutela della collina a partire dall’oasi, è dedicato alle piante del parco e alle piante centenarie. Infine, l’estate, dal 15 agosto al 5 settembre, vede ritornare la sesta edizione del campo rapaci e del progetto “Migrans”, l’anno scorso condotto su ben quattro campi d’appostamento grazie ai contributi delle Province di Milano, Lodi, Pavia e Piacenza. L’anno scorso si sono registrati 3261 avvistamenti per 15 specie di volatili, un record che conferma la bontà dell’unico campo d’osservazione in Pianura Padana. An. Ba.