Boom di rapaci nei cieli del Lodigiano

Il Cittadino             15 settembre 2010             Centro Lodigiano             pagina 17

L’anno scorso furono 3mila gli uccelli registrati dai volontari: a fare la parte del leone i falchi pecchiaioli

Boom di rapaci nei cieli del Lodigiano

Il campo d’osservazione sui colli segnala oltre 5mila passaggi

San Colombano. Il campo d’osservazione dei rapaci fa numeri da record e nell’anno dedicato dall’Organizzazione delle nazioni unite (Onu) alla biodiversità segna un importante tappa di studio nel fenomeno della migrazione dei volatili dal Nord Europa all’Africa. In diciannove giorni, i trenta volontari che hanno partecipato al campo sulle tre diverse postazioni, a San Colombano, Pieve Fissiraga e Monteleone, hanno registrato il passaggio di oltre 5400 rapaci e cicogne appartenenti a 12 specie diverse. La parte del leone è stata fatta come di consueto dai falchi pecchiaioli, con un discreto numero anche di falchi di palude e nibbi. I dati precisi saranno resi noti nei prossimi giorni ma il successo è fuor di dubbio se si pensa che l’anno scorso erano stati visti 3261 passaggi, finora stagione record sulle sei edizioni dell’osservazione. Tra le specie meno frequenti sulla rotta padana, quest’anno sono state registrate delle albanelle reali e, per la prima volta in assoluto, la poiana coda bianca. Sono state poi viste diverse cicogne e l’ormai tradizionale aquila reale che discende dall’Appennino fino ai margini del Po ed è ben visibile dalla collina di San Colombano.«Ogni anno riusciamo ad affinare le capacità di osservazione e a trovare nuovi canali – dice Marco Siliprandi coordinatore del campo per il gruppo Migrans di San Colombano che ha organizzato l’osservazione -. I rapaci si spostano da est a ovest e su questa rotta l’anno scorso eravamo stati per la prima volta a Pieve Fissiraga, alla cascina Malguzzana, dove la famiglia Vailati ci accoglie sempre con grande gentilezza, e quest’anno a Monteleone, alla Madonna del Ronchetto, sul terreno di proprietà di Maurizio Macchetta, che ci ha seguito e appoggiato con grande entusiasmo».L’osservazione dei rapaci, oltre a essere un significativo momento di analisi e studio all’interno del progetto Migrans, svolto in tutto il Nord Italia da associazioni ambientaliste e studiosi, diventa anche un momento di condivisione con la popolazione, con i semplici curiosi che si fermano a chiedere cosa succede e con i bambini che vogliono sapere, come è successo quest’anno in particolare a Monteleone, dove il campo è arrivato per la prima volta dopo le sei edizioni di San Colombano e, l’anno scorso, di Villanova.«Divulgare le conoscenze sulla migrazione e sulla biodiversità è uno degli obiettivi del campo d’osservazione e quest’anno lo porteremo anche nelle scuole, grazie anche alla Fondazione Banca Popolare di Lodi che ha coperto parte delle spese per i rimborsi agli osservatori e per il materiale informativo – continua Siliprandi -. Il prossimo 24 ottobre incontreremo tutti i gruppi d’osservazione del Nord Italia in una giornata di studio proprio a Monteleone, dove l’amministrazione si è resa molto disponibile». AndreaBagatta