Blitz anti-bracconieri

La Provincia Pavese             Cronaca         16 novembre 2010

Blitz anti-bracconieri

A Miradolo scattano quattro denunce, sequestrati sei fucili

MIRADOLO TERME. Un blitz anti-bracconaggio nel parco della collina di San Colombano, ambito territorio di caccia 3, è stato portato a termine domenica mattina dopo meticolosi appostamenti. In azione tre pattuglie dei vigili del settore faunistico della provincia di Pavia con sei agenti che, dopo gli accertamenti del caso, hanno proceduto al sequestro di sei fucili, un riproduttore di canti di uccelli, uccellini di specie protetta abbattuti e richiami di specie protetta. Quattro le persone denunciate tutte bresciane ai quali è stato contestato il reato e che rischiano ora una forte ammenda. Un operazione condotta magistralmente, iniziata poco dopo l'alba e protrattasi per molte ore con le squadre dei guardiacaccia divise per zone che a bordo delle loro Jeep si sono coordinati riuscendo a neutralizzare i bracconieri. Due cacciatori sono stati scovati in una postazione di caccia stanziale mentre due erano in una postazione temporanea. I riproduttori di canti degli uccelli sequestrati, che comunque devono ancora essere completamente analizzati, servivano ad attrarre soprattutto selvaggina migratoria. Un tipo di richiamo elettronico severamente vietato dalle normative di legge che regolano la materia. Anche i richiami vivi in gabbia sequestrati sono risultati di specie protetta. In questo caso sono in corso verifiche per accertare la legittima detenzione in quanto l'anellino posto sulla zampa dell'animale deve essere corrispondente al certificato di possesso. Gli uccelli sono stati trasferiti al centro di recupero Parco fluviale del Po dove saranno esaminati. Nel caso di provata illegittima detenzione per i bracconieri si profila un ulteriore denuncia. La zona di caccia Atc 3 è molto frequentata dai cacciatori bresciani che sono soliti a praticare la caccia definita ad uccellagione con postazioni fisse o temporanee. Dopo i sequestri e le denunce si attende ora la convalida della Procura del tribunale di Pavia che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Il blitz ricorda quello del 2008 quando furono sequestrati ben 8 fucili e diversi richiami illegali.

La Provincia Pavese             Cronaca         19 novembre 2010

Convalidati i sequestri dei fucili

Sono stati convalidati dalla Procura della Repubblica di Pavia i sequestri dei fucili e del riproduttore audio usato come richiamo acustico trovati ai cacciatori bresciani durante il blitz di domenica, dagli agenti del corpo faunistico provinciale. L'operazione, condotta nella zona Atc3 del parco dei Colli Banini, nel territorio comunale di Miradolo Terme aveva portato alla scoperta di sistemi illeciti utilizzati da alcuni cacciatori e di uccelli di specie protette che erano stati abbattuti.

Migrans Day 2010: Il successo annunciato, diventa eccezionale

La Provincia Pavese      1 novembre 2010     pagina 19   sezione: Cronaca

Migrans Day 2010: Il successo annunciato, diventa eccezionale. Vignati soddisfatissimo.

In una cornice autunnale sono stati esplicitati e studiati, presso Il Polo Tecnologico di Monteleone i dati della migrazione dei Falchi Pecchiaioli. Presenti nella bella cornice della sala dei Congressi di Equicenter del Dott. Cesare Rognoni tutti i Campi di avvistamento, dalle Alpi Marittime (Genova - Imperia) al Trentino Alto Adige (Bolzano). Tantissimi gli intervenuti come tantissime le personalità scientifiche presenti che hanno studiato i dati della Migrazione. Migrazione che ha riscontrato un leggero calo dei passaggi dei rapaci nell’anno 2010. Si stà cercando di capire i motivi di questo calo, che interessa qualche migliaio di individui che mancano dal censimento 2009. La possibilità che i vasti incendi nella Taiga Russa avuti nella primavera 2010 abbia influito sulla popolazione dei giovani Pecchioli non è stata scartata a priori. Ha salutato gli intervenuti il Sindaco di Inverno e Monteleone Enrico Vignati che è stato colui che ha avuto l’idea del campo sperimentale di Monteleone, campo che poi ha dato degli ottimi risultati scoprendo una nuova interessante rotta che percorrono questi Falchi. I 1172 uccelli transitati ne sono la controprova. Era presente il Consigliere Provinciale Felice Novazzi che, essendo un Laureato in Veterinaria si è mostrato molto interessato a questi dati. Devo dire che Felice è sempre presente nelle manifestazioni della sua Bassa Pavese, terra cui è molto attaccato, e per cui si stà veramente dando da fare! Ha portato il saluto della Provincia di Pavia, vista l’assenza del Presidente Vittorio Poma in visita di lavoro nella Repubblica Popolare Cinese, la Dott.ssa Cinzia Bianchi dell’Assessorato Ecologia che si occupa di Educazione Ambientale e Guardie Ecologiche Volontarie. Nel portare il Suo breve saluto la Dott.ssa Cinzia Bianchi ha fatto il punto sull’importanza dei dati e sul valore dei dati stessi che denotano ancora una volta che sulle nostre teste esiste un mondo silenzioso tutto da scoprire. La Dott.ssa Bianchi si è complimentata poi con coloro che hanno gestito il Campo di Madonna del Ronchetto, il primo in Provincia di Pavia. Presente al Migrans Day anche la Dott.ssa Gabriella Di Marco del Gruppo Ecodeco/ A2A che si è mostrata molto interessata ai dati del campo. Ringraziamo la Dott.ssa Di Marco per la gentile e graditissima visita che ci ha voluto fare. Questi dati ancora una volta hanno dimostrato cha la bassa pavese ha una vivibilità ed una qualità ambientale al top. “Come estensore dell’ articolo faccio presente che se ci fossero tutti i veleni nell’aria decantati dai tanti “profeti di sventura ed untori ” non ci sarebbe un passaggio così marcato di queste rotte migratorie, gli uccelli avrebbero già cambiato rotta.” Soddisfazione si è avuta pure da Maurizio Papetti del Picchio Verde, Marco Siliprandi ed Ivano Adami del GROL, Giovanni Leporelli del WWF e dagli amici della LIPU. Un successo a tutto campo il Migrans 2010, che ha visto un totale di 5726 Falchi censiti ed un totale di monte ore passate sui 3 campi principali di oltre 500 ore di avvistamenti. I risultati dei Campi dei Colli Banini sono per importanza, su questa direttiva, i secondi dopo Ponti sul Mincio luogo storico in cui i Pecchiaioli che scendono dal nord Europa dopo aver percorso la vallata dell’alto Garda/ Brennero si immettono ad imbuto nella Pianura Padana andando verso la Liguria, e poi passando la Francia raggiungono lo stretto di Gibilterra migrando verso l’Africa sub equatoriale. Che dire di più? Se non un grazie a tutti ragazzi intervenuti al campo che per ore sono stati col naso per aria, sotto il sole cocente di agosto a scrutare il cielo in cerca di quell’ala invisibile in mezzo alle nubi? Grazie Regis, Martina, Stefano, Clara, Andrea, Luciano, Michele ecc. siete eccezionali. Ora quasi tutto è pronto per il nuovo appuntamento Migrans 2011. Il Sindaco Vignati offrirà la logistica e l’ alloggio a coloro che arrivano da lontano presso il Campo Sportivo Comunale. Per la Provincia di Pavia il campo Migrans 2011, sarà ancora alla Madonna del Ronchetto. Un grazie alla Sig.ra Mina, Alessia, Marilena, Ercolino ed al marito di Alessia per il pranzo, offerto dal Comune che è stato degno di un banchetto di nozze. Grazie veramente! Come già appurato in tanti articoli, per l’estensore ciò che è nero e nero, e ciò che è bianco è bianco. Questa è la linea della mia testata. Ringrazio i politici, che essendo stati ufficialmente invitati non sono intervenuti. Questo è segno lampante che sono più attaccati al materialismo di questi tempi, che allo scoprire le bellezze di quella terra che calcano indegnamente ogni giorno coi loro piedi. Pazienza, vi ricorderemo nelle urne elettorali, quando una semplice croce vale più di molte vostre promesse vuote! Un ultima cosa che ho sullo stomaco e che devo scrivere: Il Campo Migrans con poco, ha dato un “piccolo aiuto ed un po’ di futuro” a tanti ragazzi che cercano lavoro. Voi con molto, non siete riusciti nemmeno a fare 1/3 di quello che ha fatto un piccolo Sindaco di un piccolo borgo, con le risorse limitate che si chiama Enrico Vignati. Vergognatevi ! Che è il minimo che potete fare! M.Macchetta

La Coldiretti lancia l’allarme dopo la tragedia sfiorata in Autosole

Il Cittadino             Basso Lodigiano          29 ottobre 2010       pagina 24

Nel Lodigiano per ora ci sono stati solo sporadici avvistamenti ma gli agricoltori sono preoccupati: I cinghiali sono pericolosi, abbatteteli

La Coldiretti lancia l’allarme dopo la tragedia sfiorata in Autosole

Guardamiglio Dopo lo scontro del cinghiale con due vetture in autostrada, la Coldiretti lancia l’allarme. «Per fortuna nessuno è rimasto ferito - fa sapere l’organizzazione degli agricoltori in una nota - ma è l’ennesima dimostrazione che questa specie selvatica sta diventando sempre più invasiva e ormai in tutta la Regione vengono segnalati episodi sia di campi devastati che di incidenti stradali. Da Varese a Milano, da Pavia a Brescia e a Bergamo e adesso anche Lodi, sono numerosi i danni causati dai cinghiali: una delle ultime stime della Regione parla di circa 100 milioni di euro negli ultimi cinque anni. Per questo la Coldiretti Lombardia chiede piani di abbattimento più incisivi e risarcimenti più rapidi e congrui per le aziende agricole».Lo scontro tra il cinghiale e un furgone è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì, sull’A1, tra Casale e Guardamiglio. L’animale era stato avvistato sulla carreggiata, in direzione Bologna, ma nonostante l’allarme lanciato dagli automobilisti non è stato possibile frenare la corsa impaurita dell’animale selvatico. Quest’ultimo si è scontrato con un furgone, a sua volta tamponato da un’auto. Se gli automobilisti non hanno riportato ferite, il cinghiale ci ha lasciato le penne. «Per quanto riguarda il nostro territorio - spiega il comandante della polizia provinciale Arcangelo Miano - si tratta di un caso isolato, non ne abbiamo visti altri. È un animale che arriva da altre province». Secondo il direttore del Parco Adda Sud Riccardo Groppali, però, l’invasione non è lontana. «Ho notizie di animali dalle parti di San Colombano - dice -, il parco del Ticino è pieno. Li immettono per la caccia e questi si diffondono. I danni all’agricoltura però sono parecchi. Sono animali che fanno parte dell’equilibrio della natura, però i disagi nei campi sono molti e sulle strade sono un rischio. Speriamo che non arrivino». Secondo il vice del Parco, Maurizio Polli, «quell’animale non avrebbe dovuto trovarsi in Autosole. Dovrebbero esserci le barriere di difesa - commenta - , probabilmente in quel tratto non c’era. Visto che le autostrade vengono pagate e parecchio dai cittadini dovrebbero metterle in sicurezza». Sulle colline, a Miradolo, lo scorso inverno, l’associazione Picchio Verde Onlus ha avvistato due esemplari. «Sono queste le uniche segnalazioni che ho - dice il presidente Maurizio Papetti -. Uno, due cinghiali non fanno nulla. Secondo me non è il caso di fare eccessivo allarmismo. Ci sono le solite esagerazioni. La filosofia è che bisogna abbattere gli animali che non sono di questa zona, come avviene per le nutrie. Secondo me sono dei bellissimi castori. Avvistare due cinghiali non significa niente, come vedere una sola volpe. Quando accade è come se ne avessero viste 20 o 30, mentre magari era solo un esemplare che ha fatto un tragitto di 40 chilometri per arrivare fino a lì. È sufficiente mettere i cartelli che segnalano il passaggio di animali. Le bestie selvatiche sono di proprietà dello Stato». Cristina Vercellone

Un secco “no” al fotovoltaico in collina

Il Cittadino               16 ottobre 2010             Centro Lodigiano         pagina 36

La struttura si estenderà su 13 ettari sottratti alle coltivazioni: <<Non capiamo lo spirito di questa iniziativa>>

Un secco “no” al fotovoltaico in collina

Nel mirino delle associazioni c’è il parco di cascina San Bruno

San Colombano. Gli ambientalisti banini contro il fotovoltaico selvaggio che sta facendo scempio della campagna dietro la storica cascina San Bruno. A San Colombano la società Quotidia Srl di Codogno sta realizzando un grande intervento di parco fotovoltaico a terra: 13 ettari di ex terreni coltivati da cascina San Bruno sono trasformati in “coltivazioni” di elettricità, con sette lotti funzionali ciascuno dei quali con una capacità compresa tra i 700 e i 1000 kilowatt circa. In queste settimane il parco sta prendendo forma con tanto di pilastri d’appoggio, scavi, sbancamenti e il verde della campagna già cancellato: intervento ben visibile dalla strada che da Campagna conduce a Mariotto. «Sembra assurdo criticare un’attività a favore dell’energia pulita, ma proprio non riusciamo a capire lo spirito di questa iniziativa - spiega il presidente del gruppo ambientalista locale Picchio Verde Maurizio Papetti -. Ci sono tanti tetti, magari ancora con coperture in eternit da smaltire, che possono essere utilizzati per l’installazione di pannelli fotovoltaici, soprattutto sulle cascine, compresa cascina San Bruno, e invece si va a fare consumo del suolo. In nome dell’ambiente si vanno a fare danni all’ambiente, e questo è due volte sbagliato». Oltre al problema del consumo del suolo e dell’impatto visivo che il parco avrà, ce ne è poi un altro riguardo possibili eredità tra 25 anni. La convenzione stipulata anche dal comune di San Colombano, che riceverà energia e soldi freschi grazie al saldo tra elettricità immessa in rete e consumata, prevede che tra 25 anni il gestore ripulisca il terreno e lo restituisca nelle condizioni in cui era in precedenza. Ma a parte il fatto che dopo 25 anni di sterilità e diserbanti coltivazioni e verde non avranno vita facile, rimane il dubbio su chi ci sarà tra 25 anni a compiere il lavoro di ripristino. «Non vorremmo che tra cessioni di aziende, rischi fallimento e altri cavilli amministrativi, alla fine la bonifica dell’area dal materiale utilizzato rimanga a carico della collettività», conclude Papetti.E i dubbi del Picchio Verde sono gli stessi già espressi dal circolo banino Il Quadrifoglio di Legambiente in una lettera pubblica. «A conti fatti, i cittadini di San Colombano hanno tutto da perdere in termini di salute e qualità della vita - si legge nel lungo e argomentato testo -. Inquinamento da diserbanti, aumento del processo di desertificazione del territorio, perdita irreversibile della tipicità del territorio banino, riduzione dei suoli agricoli, cementificazione e industrializzazione dei territori destinati all’agricoltura e all’allevamento, perdita di bellezze storico-paesaggistiche con grave danno per le future attività turistiche, inquinamento delle falde, dispersioni e scariche elettriche». Andrea Bagatta

Anche un aquila reale nei 5.500 volatili avvistati

La Provincia Pavese     22 settembre 2010     pagina 21   sezione: Cronaca

Anche un aquila reale nei 5.500 volatili avvistati

INVERNO E MONTELEONE. Si è concluso il sesto campo di studio sulla migrazione dei rapaci nella Pianura Padana, organizzato dal gruppo Migrans di San Colombano al Lambro. Marco Siliprandi, coordinatore del campo che si è svolto nel territorio comunale di Inverno e Monteleone, si dichiara entusiasta: «I risultati sono stati a dir poco sorprendenti. Siamo riusciti a monitorare la migrazione di oltre 5.500 tra rapaci e cicogne appartenenti a 13 specie diverse. Per la maggior parte sono passati falchi pecchiaioli ma anche dei biancone, albanella reale e, per la prima volta, la poiana codabianca».  Per il territorio pavese è un esperienza inedita e il campo allestito a Inverno e Monteleone ha superato ogni più rosea aspettativa in quantità di specie di uccelli avvistati e nella qualità dell’organizzazione. Infatti, fra gli uccelli migratori che il campo pavese ha registrato in abbondanza, si aggiunge anche un aquila reale, uccello non migratore che nidifica sugli appennini piacentini e che non disdegna rare puntatine sul Parco della collina di San Colombano.  In totale hanno partecipato attivamente oltre trenta persone provenienti da diverse province lombarde che si sono suddivise e alternate nei campi di San Colombano al Lambro e Pieve Fissiraga, oltre naturalmente a quello di Monteleone.  L’iniziativa è partita il 20 agosto ed è terminata il 7 settembre. Per uno totale di 19 giorni dalle ore 9 alle 19 i volontari hanno garantito una copertura efficiente all’organizzazione. Il campo pavese è stato allestito grazie all’interessamento di Maurizio Macchetta sostenuto con entusiasmo dal sindaco di Inverno e Monteleone Enrico Vignati che si è impegnato attivamente all’avvistamento dei rapaci ma anche a Cristina Barzaghi consigliere comunale di minoranza che ha seguito i primi giorni di avvio del campo.  Un progetto quello del campo Migrans finanziato in parte dalla fondazione della Banca popolare di Lodi che ha promesso sostegno anche per quanto riguarda la diffusione della conoscenza del fenomeno migratorio nelle scuole, tramite giornate dedicate all’educazione ambientale.  Poi il gran finale che si terrà nel Parco biotecnologico Pavese di Inverno e Montelone dove i gruppi di avvistamento attivi in tutta l’Italia settentrionale si troveranno il prossimo 24 ottobre per un convegno. Nell’occasione ci sarà un confronto fra tutte le realtà operanti in quest’ambito e la pianificazione della stagione successiva, che si preannuncia ancora più ricca. Anche per l’anno prossimo, fanno sapere gli organizzatori, la provincia di Pavia sarà coinvolta con un campo sempre a Monteleone. - Massimiliano Scala