Parco della Collina, ma che fatica!

Il Cittadino       Centro Lodigiano       19 ottobre 2007         pagina 23

Previsto per domenica 28 ottobre un convegno, grande assente la provincia di Pavia

Parco della Collina, ma che fatica, il progetto per ampliare la zona verde è ancora fermo

L’unificazione dei territori nel Parco della Collina è in forte ritardo e una volontà comune tra gli enti aderenti è ancora tutta da costruire: da queste basi è nata l’idea del convegno «Parco collinare: quale futuro?», organizzato da Picchio Verde, Wwf e Legambiente e previsto per la mattina di domenica 28 ottobre. Nel maggio 2006 i comuni di Miradolo Terme, Graffignana, Inverno e Monteleone e Sant’Angelo Lodigiano, insieme alle province di Pavia e Lodi firmarono il protocollo d’intesa per l’allargamento dei confini del Parco dagli attuali 700 ettari protetti di San Colombano ai 1.400 dell’intera collina. Con quella firma, i comuni si impegnavano ad adottare entro 60 giorni il perimetro dell’area protetta, e nei successivi 150 ad approvare le relative varianti urbanistiche. In seguito, le province avrebbero formalizzato il riconoscimento. Graffignana ha avviato di recente l’iter per la perimetrazione del suo territorio, ma a tutt’oggi questo è l’unico passo in avanti registrato da allora. Addirittura, il comune di Miradolo ha allargato le maglie dei permessi a costruire nella fascia immediatamente pedecollinare.«Se Graffignana e la provincia di Lodi, pur con grande ritardo, stanno facendo alcuni passi, preoccupano le decisioni di Miradolo e la disattenzione della provincia di Pavia, che ci ha comunicato la propria assenza anche al convegno - spiega Maurizio Papetti, presidente del Picchio Verde -. Comunque, lo scopo dell’incontro è proprio quello di guardare avanti, mettendo delle basi comuni e condivise tra tutti per far ripartire quel necessario processo di allargamento del Parco e arrivare quanto prima alla costituzione dell’ente gestore». Preoccupazioni ed intento che hanno trovato riscontro nella provincia di Milano. «Anche l’assessore Pietro Mezzi, che ci ha fornito grande collaborazione per il convegno, ha manifestato i nostri stessi timori a proposito del ritardo sull’allargamento - continua Papetti. - Al comune di San Colombano, invece, chiediamo di promuovere il dibattito e il confronto in paese, coinvolgendo le associazioni, gli agricoltori e i cittadini, anche con una maggiore informazione. L’attenzione dimostrata per questo appuntamento è un segnale incoraggiante». Gli argomenti previsti in scaletta per il convegno vanno dalla salvaguardia della biodiversità all’esperienza di costruzione del Parco, dal futuro ampliamento alle prospettive di crescita delle attività collinari. All’incontro saranno presenti gli amministratori dei comuni interessati, funzionari della provincia di Lodi, esperti dell’Università di Pavia, rappresentanti del Consorzio Vini Doc e di associazioni ambientaliste locali e provinciali. Chiuderà i lavori l’assessore al territorio e parchi della provincia di Milano Pietro Mezzi. Andrea Bagatta

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