In un consiglio “a porte chiuse” il progetto del parco della collina

Il Cittadino – 09 Dicembre 2005 – Centro Lodigiano – pagina 20

San Colombano Polemica di opposizione e cittadini sulla scelta della giunta 

In un consiglio “a porte chiuse” il progetto del parco della collina  

San Colombano Ancora non c’è e già fa discutere: il Parco della collina suscita le prime polemiche, non di merito ma di metodo. Prima dell’adozione prevista per fine mese, i consiglieri comunali conosceranno il piano particolareggiato del Plis, o Parco locale d’interesse sovracomunale, il prossimo 12 dicembre, nel corso di una seduta di consiglio a porte chiuse. «Ma a memoria non si ricorda un consiglio a porte chiuse - dice Luisa Rota del gruppo di minoranza Amministriamo Insieme -. Questa formula è prevista dal regolamento nel caso in cui si discuta di fatti particolarmente gravi o riservati, relativi a persone che devono essere nominate. Non si capisce questa scelta per il Parco, che invece dovrebbe essere condiviso e appartenere a tutti». Non si entra nella sostanza del progetto, che ancora non è conosciuto, ma sul metodo adottato per la realizzazione e la presentazione. «Si tratta di una delicatezza istituzionale nei confronti dei consiglieri - spiega il sindaco Gigi Panigada -. Molti di essi sono nuovi e non hanno avuto la possibilità di conoscere la questione in precedenza. Questo incontro ci permetterà di illustrarlo nel dettaglio, con gli approfondimenti del caso, difficilmente praticabili nel corso di un consiglio comunale normale». Ma perché la scelta di tenerlo a porte chiuse? «L’iter del piano è stato lungo, anche per la necessità di recepire le istanze della provincia di Milano - risponde il sindaco -. Ora il piano è cristallizzato e dovrà essere adottato così come è, perché diversamente si dovrebbe rimandare il documento alla visione della provincia e quindi ci perderemmo in un continuo vai e vieni senza giungere a conclusione. Una volta adottato, poi, ci sarà tutto il tempo per presentare pubblicamente il piano e conoscere le osservazioni della gente. Che senso avrebbe avuto un consiglio comunale aperto in cui la gente non si sarebbe potuta esprimere?». Dopo l’adozione ci saranno 30 giorni di pubblicazione e altri 30 per presentare le osservazioni. In questo periodo, l’amministrazione effettuerà incontri pubblici aperti per spiegare il progetto nel dettaglio e recepire eventuali indicazioni e suggerimenti. «Le osservazioni, però, sono uno strumento tecnico che non permette di costruire insieme e di condividere il piano», ribatte non convinta Luisa Rota. «Il Parco sarà di tutti, e tutti dovrebbero essere chiamati a partecipare il più possibile, in ogni fase: è una questione di metodo, poco democratico e trasparente».
Andrea Bagatta